PIANEZZA – Una camminata silenziosa contro i femminicidi e la conferenza al Barrocco tra le iniziative proposte dal Comune di Pianezza per il 25 novembre. La città manifesta contro ogni forma di violenza sulle donne. Pianezza dice basta alla violenza contro le donne. Lo hanno espresso chiaramente i cittadini presenti alla camminata silenziosa del 25 novembre per le vie del centro di Pianezza. Uomini e donne, ragazzi e bambini delle scuole sul territorio, giovani e anziani hanno partecipato al corteo organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune, da Rete Donna, Proloco. Un’iniziativa organizzata nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne per fare presente che la comunità di Pianezza è contro qualsiasi forma di violenza contro le donne, sia fisica che psicologica oppure economica.
La camminata per ricordare le vittime dei femminicidi è partita dal Palazzo del Comune per arrivare al Barrocco e durante il percorso ci sono stati momenti di riflessione con letture, spunti e commenti di riflessione da parte di alcuni ragazzi delle scuole dell’Arca. All’arrivo al Barrocco l’Amministrazione Comunale ha organizzato un’interessante conferenza con diversi relatori tra cui: Cristina Seymandi Coordinatrice di Italia Economy, Maria Luisa Rossetti avvocato che fa parte del centro anti violenza Telefono Rosa Piemonte, l’avvocato Maria Grazia Cavallo, il magistrato Donatella Masia, Piercarlo Iacopini Presidente provinciale CSAIn, la giornalista Adele Piazza, i maestri di arti marziali e difesa personale Marcello Tappa e Gianpiero Antonucci. La serata è iniziata con due esibizioni molto emozionanti. Il gruppo Dancer in Progress ha realizzato una performance che ha unito espressioni di danza e teatro con la direzione artistica di Tanya Gallino sul tema dal titolo “Paura e coraggio: la violenza sommersa”. Poi si è esibita la cantante Fanya Di Croce con la canzone “Donna” interpretata da Mia Martini.
Durante la conferenza Cristina Seymandi ha spiegato che “la discriminazione di genere continua ad essere un problema nella vita quotidiana di moltissime donne. La violenza di genere non si riduce se non cambia la cultura dominante. Dobbiamo attivare un senso di comunità che porti le persone ad intervenire quando vedono accadere situazioni difficili Amici, parenti e conoscenti possono fare denuncia in forma anonima per evitare casi di violenza contro le donne, l’importante è intervenire ed agire prima che si verifichi un femminicidio”.
Quando una donna è vittima di maltrattamenti spesso non sa a chi rivolgersi per chiedere aiuto. “Sul territorio pianezzese ci sono diversi centri a cui è possibile fare riferimento” – afferma l’Assessore alle Pari Opportunità Anna Franco. “Se una donna vittima di violenza vuole sporgere denuncia può rivolgersi ai Carabinieri che a Pianezza hanno allestito una stanza dedicata alle donne, un luogo protetto dove si può raccontare agli investigatori le vessazioni ed i maltrattamenti subiti. Poi c’è il Centro anti violenza dell’Arci dove le donne hanno la possibilità di confidarsi in uno spazio riservato e di individuare, con l’aiuto di psicologhe, psicoterapeute e avvocati le soluzioni possibili per sé e per i propri figli. In Comune c’è anche lo Sportello Con-tatto che offre supporto psicologico e consulenza legale per fare conoscere alle donne quali sono i propri diritti”.
Aggiunge il Sindaco di Pianezza Antonio Castello che “come Amministrazione Comunale vogliamo dare un supporto alle donne vittime di violenza tutto l’anno, non solo in occasione delle iniziative del 25 novembre. Infatti l’anno scorso abbiamo creato un Protocollo di intesa che ha portato a costituire un tavolo di confronto per il contrasto e la prevenzione della violenza sulle donne. L’obiettivo è quello di avere uno strumento utile sul nostro territorio per individuare le strategie di intervento più opportune, quando si individuano situazioni di maltrattamento. È importante che vengano coinvolti tutti insieme gli attori che possono dare un sostegno concreto alle donne vittime di violenza”.
Inoltre l’avvocato Maria Luisa Rossetti ha spiegato che il Telefono Rosa attualmente è uno dei centri che offre aiuto e ascolto alle donne vittime di violenza. Oltre la metà delle donne che si rivolgono al Telefono Rosa subisce atti di violenza e maltrattamenti da parte di mariti o fidanzati. Ma non c’è solo la violenza fisica a danneggiare le donne.
“Anche la violenza psicologica crea danni e sofferenze enormi nelle donne che la subiscono – spiega l’avvocato Maria Grazia Cavallo. “Le vittime perdono la propria dignità e autostima, vengono manipolate al punto che talvolta non si rendono neppure conto che stanno subendo atti di violenza. In questi casi serve un lungo percorso psicologico per aiutare una donna a riprendere fiducia in se stessa, ad acquisire l’indipendenza e la dignità perduta”.
Per aiutare le donne a difendersi a Pianezza nel mese di gennaio del 2026 partirà un corso di autodifesa personale finanziato con il contributo del Comune, che sarà gratuito per le donne che partecipano. Il corso si terrà il lunedì alle ore 19.30 alla palestra della scuola Manzoni a partire dal 12 gennaio.


















