
COLLEGNO – Minacce di morte al sindaco di Collegno e alla sua famiglia. Mercoledì 4 marzo 2026, l’ufficio protocollo del Comune di Collegno ha ricevuto una busta spedita per posta ordinaria che ha immediatamente destato allarme.
All’interno, una lettera anonima vergata a mano e confezionata da un sedicente “gruppo di persone” infastidito dai rumori notturni che non farebbero dormire i residenti vicini ai cantieri della metropolitana. Quello che inizialmente appariva come una protesta urbana si è rivelato un pesante atto intimidatorio: la missiva contiene infatti insulti e minacce di morte esplicite rivolte al sindaco Matteo Cavallone e alla sua famiglia.
I toni utilizzati sono agghiaccianti: “Rintracciamo chi dovrebbe agire, il suo indirizzo la sua famiglia, e la facciamo pagare carissima a tutti”. Gli autori rincarano la dose scrivendo: “Vi facciamo il peggio…non ci sottovalutate. Fate smettere tutto subito o il meglio che succederà è che ci scappa il morto”. Il movente sarebbe legato a presunti esposti ignorati dal Comune riguardo ai rumori dei cantieri per il recupero dell’ex deposito GTT e della Linea 1 della metropolitana. Tuttavia, Cavallone ha chiarito l’incongruenza delle accuse: “Abbiamo fatto una ricerca a ritroso fino a giugno 2025, ma non abbiamo trovato nulla e non riusciamo a capire se i rumori sono dovuti a schiamazzi o a cantieri, che comunque non lavorano di notte”. Peraltro, i lavori della Metro 1 sono attualmente fermi a causa della crisi economica che ha travolto la società appaltatrice.
Il sindaco ha consegnato la lettera ai Carabinieri di Rivoli giovedì 5 marzo, ma le indagini si preannunciano complesse. Come spiegato dallo stesso Cavallone, “la lettera è passata da più mani così le impronte si confondono”, rendendo difficile isolare tracce utili per risalire ai mittenti. Dopo alcuni giorni di riflessione, il primo cittadino ha deciso di rendere pubblico l’accaduto commentando: “Chiunque sia stato, l’episodio mi amareggia molto. Questo è un fatto particolarmente grave e sgradevole perché tutti, dagli assessori ai consiglieri ai dipendenti comunali, lavorano tutti i giorni per essere a servizio dei cittadini e la mia porta è sempre aperta”.
Sebbene il sindaco affermi di non essere particolarmente preoccupato per la propria incolumità, la tensione ha colpito inevitabilmente la sua sfera privata. Per precauzione, lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della donna, Cavallone ha scelto di pubblicare una foto con la moglie e le figlie coprendo i volti delle bambine con delle mimose. Mentre le forze dell’ordine procedono con gli accertamenti, l’amministrazione resta scossa da un attacco che ha superato ogni confine del vivere civile.















Indipendentemente dalla visione politica
bisogna operare per far emergere estremismi o peggio sistemi intimidatori di genere mafioso , infezione che si propaga invece di essere estirpata , come le potature bruciate e disinfettare , arse nella Genna .