
COLLEGNO – Si è conclusa la prima edizione del torneo “Un gol per la solidarietà”, tre giornate, l’1, il 2 e il 3 maggio, in cui il campo del Paradiso Collegno di via Vespucci è diventato un luogo di sport, sorrisi e generosità. Grazie alla partecipazione di squadre, famiglie, atleti, dirigenti, volontari e amici del Paradiso Collegno, sono stati raccolti 1.500 euro, oltre alle offerte donate direttamente all’associazione UILDM Torino, l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare. Un contributo concreto per sostenere la modifica della pedana di un veicolo utilizzato da ragazzi affetti da distrofia muscolare: un gesto che significa autonomia, inclusione e possibilità di vivere la quotidianità con maggiore libertà. Il Presidente Franco Mesiano e tutta la società ringraziano di cuore chi ha partecipato, donato, aiutato e reso possibile questo momento così importante: «Ogni gol può contare. Ma quando è fatto per gli altri, vale ancora di più – dice il presidente Mesiano –. Insieme abbiamo fatto qualcosa di bello e concreto. Ogni gol segnato e ogni donazione raccolta, sono un passo in avanti verso la speranza e il supporto concreto». Il torneo ha visto impegnate sul campo del Paradiso, a Collegno, 20 squadre di cui 5 della categoria 2016, 7 della categoria 2015 e 8 della categoria 2014, di 12 società della provincia di Torino. «Lo sport ha il potere unico di unire le persone e trasformare l’energia della competizione in una forza positiva per la comunità – ha detto l’assessore allo sport della città di Collegno Gianluca Treccarichi, presente alla premiazione –. Con questo torneo di calcio si è scesi in campo per una sfida molto più importante del risultato tecnico: sostenere la ricerca e le famiglie che lottano ogni giorno contro la distrofia muscolare. Vedere tanti giovani e appassionati partecipare a questa raccolta fondi dimostra che il nostro territorio ha un cuore grande. Ringrazio gli organizzatori e tutti i cittadini che, con la loro presenza, rendono lo sport un vero strumento di inclusione e solidarietà».

















