
ORBASSANO / TORINO – Inchiesta per omicidio colposo sulla morte del magazziniere Raffaele Settembre alla Centrale del Latte di Torino. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti in seguito alla morte di Raffaele Settembre, 47enne magazziniere di Orbassano, deceduto martedì 12 maggio 2026 in un incidente sul lavoro alla Centrale del Latte di Torino, in via Filadelfia.
La pm Rossella Salvati sta coordinando le indagini. Al momento non ci sono indagati.
Secondo le prime ricostruzioni, Settembre stava scaricando delle cisterne contenenti polvere di latte dal peso di circa 750 kg ciascuna, quando queste sono cadute dal bancale schiacciandolo. L’uomo non si trovava sul muletto e molto probabilmente non indossava il caschetto protettivo. Nell’area non risultano presenti telecamere di videosorveglianza.
Catena degli appalti e sicurezza
Uno dei filoni principali dell’inchiesta riguarda l’inquadramento contrattuale della vittima: Raffaele Settembre era dipendente di una ditta lituana che operava in subappalto per la società di logistica Movinlog di Reggio Emilia (azienda che ha però precisato di considerarlo un proprio dipendente diretto).
I magistrati stanno verificando anche la corretta redazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI) da parte della Centrale del Latte, committente dei lavori.
Gli ispettori dello SPRESAL dell’Asl Città di Torino stanno acquisendo testimonianze da colleghi della vittima e dall’autista del camion presente al momento dell’incidente. È inoltre in corso l’autopsia per confermare le cause esatte del decesso.
Famiglia e reazione dei lavoratori
Raffaele Settembre lascia la moglie Antonella e un figlio di 15 anni. La donna si è presentata mercoledì 13 maggio al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento, rimasto chiuso per l’intera giornata a causa dello sciopero proclamato dai sindacati.
I colleghi lo descrivono come un magazziniere esperto, addetto alle operazioni di carico e scarico.
L’inchiesta dovrà accertare, tra le altre cose, se al momento della tragedia l’uomo stesse operando all’interno delle sue mansioni.















Amaro in bocca per questo giovane lavoratore e molti altri prestatori d’opera,
spesso pagati meno che i diretti dipendenti
e un escamotage per ridurre le responsabilità e i costi , condoglianze alla famiglia e vergognatevi voi tutti che contestare i sindacati , l’ ignoranza non ha limiti e pensate che la vostra opinione vi salverà Il posto di lavoro?
“la classe operaia va’ in paradiso ” ma penso per una Nazione evoluta come la nostra sia inderogabile posticipare all’ infinito questa enigmatica meta ponendo in essere e facendo rispettare ciò è scritto nella costituzione .