METROPOLITANA: I SINDACI DI COLLEGNO, GRUGLIASCO E RIVOLI CHIEDONO UN COMMISSARIO DI GOVERNO E 30 MILIONI DI EURO

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COLLEGNO / GRUGLIASCO / RIVOLI – Una tegola davvero pesante si abbatte sul prolungamento della Linea 1 della Metropolitana di Torino verso la Zona Ovest. Il Tribunale Fallimentare di Roma ha dichiarato inammissibile il piano di rientro della ditta Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A. (ICI), l’impresa appaltatrice che stava realizzando il tratto Fermi-Cascine Vica. La società viaggia ormai verso la liquidazione, con il conseguente blocco dei cantieri. Il fallimento della ditta comporterà la necessità di un nuovo affidamento e, inevitabilmente, un sensibile aumento dei costi. L’adeguamento delle opere al nuovo prezziario regionale, calcolato sul periodo dal 2019 fino al 2027, richiederà una cifra aggiuntiva stimata in circa trenta milioni di euro. Una somma che si aggiunge ai 34 milioni di euro di opere ancora da eseguire (su un valore originario di 180 milioni) per un cantiere che si trova attualmente all’81% della sua realizzazione complessiva.

L’APPELLO CONGIUNTO AL GOVERNO
Davanti a questo scenario, i sindaci Matteo Cavallone (Collegno), Emanuele Gaito (Grugliasco) e Alessandro Errigo (Rivoli) hanno firmato un duro e dettagliato appello congiunto indirizzato direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: “Il fallimento di ICI non è una colpa del Governo, ma sicuramente è tempo che i vertici nazionali se ne assumano la responsabilità e stanzino i trenta milioni di euro necessari per non fermare un’opera da oltre duecento milioni per un ammanco simile. Sarebbe una follia”.

Inoltre i tre sindaci hanno richiesto un’audizione urgente al Ministero e alle Commissioni Parlamentari competenti per esporre la crisi del cantiere, che comprende anche il problema dei mancati pagamenti degli stipendi ai lavoratori.

LE TRE RICHIESTE DEL TERRITORIO
Per uscire dallo stallo e limitare i danni a un territorio che subisce modifiche alla viabilità e disagi al commercio dal 2019, le amministrazioni locali pongono tre condizioni chiare:

– Fondi straordinari: lo stanziamento immediato dei trenta milioni di euro necessari per coprire il rincaro dei prezzi e riassegnare la gara.
– Un Commissario di Governo: la nomina di una figura straordinaria con poteri speciali (sul modello di quanto fatto per la Linea 2 di Torino) per accorciare i tempi burocratici dei nuovi affidamenti.
– Alleggerimento dei cantieri: l’impegno della stazione appaltante Infra.To a ridurre l’ampiezza delle aree di lavoro attuali, riaprendo subito quelle strade chiuse da oltre otto anni che non sono più strettamente necessarie alle lavorazioni.

LE VOCI DEI TRE SINDACI
Da Collegno Matteo Cavallone ricorda che “gli Enti Locali non hanno poteri diretti sul finanziamento del cantiere né sulla gestione. Questa è un’infrastruttura di rilievo piemontese e nazionale, serve lo Stato”. Da Grugliasco Emanuele Gaito rimarca il peso sopportato dai cittadini: “La zona Ovest è ferma da troppo tempo. Il Ministero deve accompagnare Infra.To nel definire i nuovi affidamenti senza ulteriori ritardi”. Infine da Rivoli Alessandro Errigo punta sulla flessibilità delle procedure: “Serve un Commissario Governativo per stringere al massimo i tempi dei nuovi appalti”.

I tre Comuni alle porte di Torino annunciano che monitoreranno attentamente i prossimi passaggi e si dicono subito pronti a mobilitare la cittadinanza in assenza di risposte rapide da Roma.

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