COLLEGNO, TRUFFA BONUS EDILIZI DA 1,8 MILIONI DI EURO: ARRESTATI DUE AMMINISTRATORI CONDOMINIALI

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COLLEGNO – Cantieri fantasma, delibere condominiali contraffatte e anche una rete di società fittizie per drenare fondi pubblici destinati alle agevolazioni edilizie. È questo il presunto sistema fraudolento scoperto dalla Guardia di Finanza a Torino e provincia, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due amministratori di condominio: un uomo di cinquant’anni residente a Collegno e la sua compagna e socia sessantenne di Pino Torinese.
L’operazione, eseguita nel mese di luglio su disposizione della gip Anna Iadicicco del Tribunale di Torino, svela una presunta truffa milionaria orchestrata sfruttando il meccanismo dei bonus fiscali.
Secondo gli accertamenti coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore Dolce e dal sostituto Giovanni Caspani, la coppia avrebbe operato tra il 2021 e il 2024.
Il modus operandi, secondo l’accusa, era ben rodato:
– Documenti retrodatati: venivano create carte e delibere assembleari false, fatte risalire a un periodo precedente al 2021, per rientrare nei parametri agevolati (in particolare il bonus facciate).
– Società schermo: i finti interventi edilizi venivano assegnati ad aziende fantasma riconducibili direttamente ai due indagati.
– Monetizzazione: il credito d’imposta così ottenuto veniva ceduto a terze aziende in cambio di denaro contante, per un profitto illecito stimato in oltre 1,8 milioni di euro.

Parte del denaro sottratto alle casse dello Stato sarebbe stato rapidamente ripulito e reinvestito nell’acquisto di immobili, tra cui case al mare e abitazioni in collina, facendo scattare anche l’accusa di autoriciclaggio, oltre a quelle di truffa aggravata e false fatturazioni.
A far crollare l’intero sistema è stata la segnalazione di una negoziante. La titolare di un esercizio commerciale situato al piano terra di uno degli stabili amministrati dalla coppia si è accorta di un’anomalia sul proprio cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, scoprendo la presenza di un credito d’imposta a sua insaputa.
Da lì sono scattati gli approfondimenti investigativi delle Fiamme Gialle, confermati dalle testimonianze di numerosi condomini. Gli abitanti dei palazzi coinvolti, almeno una decina distribuiti tra Torino e provincia, hanno dichiarato agli inquirenti di non aver mai discusso, votato o visto alcun tipo di cantiere.
Durante l’interrogatorio di garanzia, il cinquantenne ha tentato di difendersi sostenendo la regolarità delle fatture e la piena operatività delle sue società, una versione valutata del tutto implausibile dal giudice.
L’indagine della Procura non si chiude con i due arresti. Nel registro degli indagati figurano altre tre persone, tra cui spicca la posizione di un’architetta.
La professionista è accusata di aver avallato le pratiche irregolari, firmando asseverazioni tecniche e contribuendo a retrodatare la documentazione necessaria a far partire i finti bonus.
Gli indagati sono attualmente difesi dal collegio di avvocati composto da Roberto Capra, Lucrezia Gilestro, Lorenzo Imperato e Francesca Magagna.

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