RIVOLI, QUANDO ARRIVERANNO GLI ORTI IN CITTÀ? IL COMUNE: “DOBBIAMO INDIVIDUARE LE AREE LIBERE”

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di DIANA TASSONE

RIVOLI – Quando arriveranno gli orti civici a Rivoli?

Durante la seduta del consiglio comunale di Rivoli, del 13 luglio 2016, la consigliera Massaro ha posto un interrogativo all’amministrazione: “A quando il via all’assegnazione degli orti civici a Rivoli?”.

Di fatto, secondo la Massaro, Rivoli è l’unico comune della zona ovest a non avere gli orti civici, sebbene siano ormai anni che se ne parla.

L’amministrazione comunale, però, non ha ancora tra le mani un progetto per gli orti. “Gli orti civici a Rivoli hanno avuto una genesi travagliata, una storia che li ha uccisi sul nascere”, afferma l’assessore Sozza.

Il problema, però, secondo l’assessore rimane il modello. “Il modello dovrebbe consentire, non un utilizzo individuale degli orti, poiché potrebbero portare a una conflittualità, ma ad una situazione gestita, cioè individuare un modello che dovrebbe rivedere la gestione collettiva di orti, sull’esempio degli orti collettivi di Torino, che debbano prevedere capacità di gestione di associazioni e cittadini in grado di garantire la possibilità di un rapporto mediato attraverso questi meccanismi”.

In sostanza, la problematica risale alla struttura finora prevista per gli orti civici, ovvero, niente orti individuali, ma collettivi gestiti da associazioni, il tutto per surclassare eventuali problemi di conflittualità.

“Stiamo concludendo i lavori sull’individuazione delle aree libere. Settembre potrebbe essere il mese per poter discutere di questi modelli”, afferma l’assessore Sozza.

La consigliera Massaro, però è insoddisfatta: “Queste sono scusanti che non sono accettabili. Sono 14 anni che si parla di orti civici. Li avete i terreni per poterli fare. Non si potrebbe fare un regolamento per la gestione degli orti?”, suggerisce la consigliera, “Per esempio, affidare gli orti per tre anni e poi farlo alternare tra i cittadini, in modo da dare una possibilità a tutti? Questa è una presa in giro. Sono solo scuse”.

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