BUFERA SUI CANTIERI DELLA METRO COLLEGNO-CASCINE VICA: L’IMPRESA HA DEBITI PER 24 MILIONI

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COLLEGNO / RIVOLI – Ci sono nubi e preoccupazioni sui lavori della linea metro 1, tra Collegno e Rivoli. L’impresa di costruzione che sta facendo i lavori, la ICI Spa (Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa) ha debiti per circa 24 milioni di euro, che chiamano in causa oltre 1500 creditori. L’azienda sta attraversando una grave crisi finanziaria che ha portato alla richiesta di concordato preventivo. Sul piano concreto, il tutto sta causando ritardi significativi nei lavori pubblici, in particolare nel cantiere del prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Collegno verso Rivoli.
A maggio il Comitato Interministeriale per la programmazione economica aveva sbloccato la tranches di oltre 20 milioni di euro per estendere la metropolitana da Collegno a Rivoli. Il progetto prevede la realizzazione di quattro stazioni per un totale di 3,4 km di galleria: Certosa (Collegno), Collegno Centro, Villaggio Leumann e Cascine Vica (Rivoli). Ma la crisi dell’impresa che stava facendo i lavori, rischia di paralizzare per anni i cantieri di Corso Francia, e non solo.
1) La richiesta di Concordato al tribunale: l’azienda ha presentato domanda di concordato preventivo al tribunale di Roma, per evitare il fallimento. L’obiettivo è tentare un risanamento trovando un accordo con i creditori, per debiti che ammontano a circa 24 milioni di euro. Il problema però rischia di avere forti ripercussioni anche sui cantieri e su tutti gli attori chiamati in causa nei lavori, dai fornitori agli operai. Il tribunale di Roma dovrà dare una risposta in merito entro il 16 dicembre 2025: se il piano di risanamento non sarà accettato o non sarà ritenuto fattibile, la Ici dovrà fallire e quindi InfraTo dovrà individuare una nuova impresa per completare i lavori della metropolitana tra Collegno e Rivoli.
Se l’esito del tribunale di Roma sarà invece positivo, si dovrà comunque aggiornare il programma dei lavori, inevitabilmente in ritardo. In caso negativo, come già indicato sopra, dovrà essere pubblicato un nuovo bando pubblico per assegnare l’appalto dei lavori, indetto da InfraTo. Anche questa opzione farà slittare il tutto, con tempi inevitabilmente più lunghi. Tutto dipende dalla decisione del tribunale di Roma.
2) Ritardi nei cantieri: la crisi aziendale ha avuto un impatto diretto sull’avanzamento dei lavori. A Collegno, il prolungamento della metro verso Cascine Vica (Rivoli) è in bilico, con il rischio concreto di stop ai cantieri. Anche altri appalti, come i lavori Anas a Savona, hanno subito interruzioni per lo stesso motivo.
3) Problemi di comunicazione: la notizia della crisi e dei ritardi è stata appresa anche internamente all’azienda e dai subappaltatori tramite notizie pubblicate sui giornali, generando ulteriore allarme tra i lavoratori e nella filiera.
3) Il comunicato dei Circoli Pd di Collegno e Rivoli 
“Negli ultimi giorni abbiamo appreso dagli organi di stampa delle gravi difficoltà che sta attraversando la società incaricata della realizzazione del prolungamento della metropolitana verso Rivoli.
Come Circoli del Partito Democratico di Collegno e Rivoli esprimiamo forte preoccupazione per i possibili ritardi nell’arrivo di un’opera fondamentale per la mobilità, la qualità della vita e lo sviluppo dell’intera area ovest di Torino.
Le nostre città attendono da anni un collegamento moderno, sostenibile ed efficiente con il capoluogo: Collegno il completamento del tracciato, Rivoli il suo attestamento. Ogni ulteriore slittamento rappresenterebbe un danno per cittadini, imprese e per l’intero territorio.
Il 16 gennaio scorso, al Centro Congressi di Rivoli, si è svolto un consiglio comunale congiunto tra i Comuni di Collegno e Rivoli, al quale presero parte numerosi cittadini, forze politiche e rappresentanti delle istituzioni di ogni orientamento. In quella occasione, oltre alla firma di un importante protocollo d’intesa per la riqualificazione di corso Francia, si crearono — grazie all’impegno congiunto delle istituzioni — le condizioni per lo sblocco delle risorse necessarie al completamento dell’opera.
I sindaci di Collegno e Rivoli sono pronti a fare la loro parte, ma non basta la buona volontà locale se le istituzioni superiori non forniscono le risorse necessarie e non stabiliscono un cronoprogramma vincolante. È il momento di mettere da parte logiche burocratiche e giochi di responsabilità: il territorio reclama priorità, concretezza e rispetto per chi vive quotidianamente i disagi dei cantieri.
L’azione congiunta di Collegno e Rivoli mostra un forte interesse territoriale per la metro, ma serve che anche altri attori (Regione, Governo, InfraTo), confermino il loro impegno finanziario. Oggi chiediamo con determinazione a tutte le forze politiche e alle istituzioni di recuperare quello stesso spirito di collaborazione e responsabilità.
Il nostro auspicio è che la società Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa riesca a ristrutturare il debito tramite il concordato e che arrivino risorse aggiuntive (statali o regionali), per andare avanti con i lavori e completare l’opera secondo i piani (con l’estensione fino a Cascine Vica).
In caso contrario, il completamento potrebbe subire rallentamenti seri, con ricadute negative su mobilità, commerci locali e credibilità dell’opera, rendendo vano l’impegno assunto dalle istituzioni locali a gennaio 2025.
È indispensabile individuare rapidamente soluzioni concrete affinché il prolungamento della metropolitana non subisca ulteriori e inaccettabili ritardi.
Il Partito Democratico di Collegno e Rivoli continuerà a vigilare per informare i cittadini mantenendo alta l’attenzione su questo intervento strategico per la crescita e lo sviluppo delle nostre comunità e di tutta la zona ovest.
I cittadini non meritano ulteriori rinvii: il nostro territorio ha bisogno di risposte concrete e di tempi certi. Le comunità di Collegno e Rivoli attendono da anni un’opera strategica, che deve essere portata a termine senza ulteriori incertezze”.

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1 COMMENTO

  1. Sempre la stessa storia da raccontare
    all’ infinito , appalti dati agli amici dei partiti con la complicità delle Banche , imprese già compromesse o infiltrate a cui serve ossigeno per non fallire e trascinare gli Istituti Finanziario in problemi , e quello che succede con il patrimonio immobiliare a cui si dà un valore a bilancio ma in realtà è molto meno , poi si dà la colpa ai contestatori e con la scusa della Metropolitana sino all’ ospedale S. Luigi si prepara lo svincolo per la connessione con la TAV , certo è utile per chi per lavoro o per raggiungere i meno fortunati conoscenti parenti malati usufruirà del servizio
    pubblico .
    Ora il concordato preventivo salverà i sopraccitati creditori e ucciderà i più piccoli fornitori , la riforma della giustizia deve passare per quella dei tribunali fallimentari e la legge Marzano che promulgò questo utile e controverso ” Concordato preventivo” dovrebbe essere revisionata per sopperire a questo disastroso periodo economico di declino industriale , speriamo il Governo trovi sempre le risorse per garantire i lavoratori coinvolti .

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