COLLEGNO, FRASE CONTRO I “CICCIONI” SU FACEBOOK: L’ASSESSORE SI SCUSA

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L’assessore Restuccia

COLLEGNO, FRASE CONTRO I “CICCIONI” SUI SOCIAL: BUFERA SULL’ASSESSORE RESTUCCIA, POI LE SCUSE

COLLEGNO – Una frase pubblicata su Facebook da un assessore del Comune di Collegno ha sollevato un polverone mediatico e istituzionale, scatenando la dura reazione delle associazioni contro il body shaming e costringendo il diretto interessato a pubbliche scuse.
È bufera a Collegno dopo il post pubblicato lunedì sera, 12 ottobre, dall’assessore Ignazio Restuccia sul proprio profilo privato di Facebook.

Il post che ha scatenato la polemica
“Stasera sono andato al manicomio, volevo correre, ho rinunciato perché il parco era pieno di ciccioni! Non andate perché la corsa fa ingrassare!”*, queste le parole scritte dal 73enne esponente della giunta, accompagnate in sottofondo dalla canzone di Gianni Morandi “Andavo a cento all’ora”.
La pubblicazione, successivamente rimossa, ha scatenato un’ondata di indignazione sul web e sollevato le proteste di chi combatte ogni giorno contro la discriminazione e lo stigma legato al peso corporeo. Tra gli interventi più duri, quello del presidente dell’associazione “Rinati Sotto la Mole aps”, che ha inviato una lettera ufficiale di protesta al sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, e a tutta la giunta comunale.

Le scuse dell’assessore
Di fronte alle crescenti polemiche, intorno alle ore 15 di martedì 13 ottobre l’assessore Restuccia ha deciso di intervenire nuovamente sui social per scusarsi pubblicamente e ammettere l’errore, sempre dal suo profilo Facebook:
“Desidero porgere le mie più sincere scuse a tutte le persone che si sono sentite offese o ferite dalle parole che ho pubblicato sul mio profilo privato di Facebook ieri sera. Mi rendo conto che quella che nelle mie坑intenzioni voleva essere una battuta si è rivelata una frase inappropriata e irrispettosa. Ho pubblicato un post ‘umoristico’ e l’aggettivo ‘ciccione’ che ho utilizzato in modo familiare, scherzoso e confidenziale, non voleva avere nulla di dispregiativo.”

“L’obesità è una condizione complessa, il rispetto è un dovere”
Nel suo messaggio di chiarimento, l’amministratore della giunta comunale di Collegno ha riconosciuto la delicata natura del tema e il peso del proprio ruolo pubblico:
“Sono consapevole che l’obesità è una condizione complessa, che merita rispetto, comprensione e sensibilità, non ironia o stereotipi. Mi dispiace, in particolare, per le persone che ogni giorno affrontano difficoltà, sofferenze e discriminazioni legate al proprio corpo, e per le associazioni e i professionisti che si impegnano quotidianamente nella lotta contro il body shaming e ogni forma di stigma.
Il ruolo istituzionale che ricopro comporta una responsabilità ulteriore: le parole di chi amministra devono essere rispettose e inclusive, perché rappresentiamo tutti i cittadini, senza distinzioni e ancor più a Collegno, Città che si è sempre distinta per le innovative politiche inclusive e sociali.
Chiedo scusa pubblicamente a tutte le persone che si sono sentite coinvolte. Il mio impegno d’ora in poi sarà il prestare maggiore attenzione alle parole che utilizzerò e a trasformare questo episodio in un’occasione concreta di riflessione e crescita, con la consapevolezza che il rispetto non è un dettaglio, ma un dovere. Chiedo scusa, sinceramente”.

La Lega attacca: “Il sindaco Cavallone chiarisca”
“Incredibile che a deridere chi ha problemi di peso sia proprio un esponente di quel Partito Democratico che si presenta come custode del linguaggio inclusivo e della lotta a ogni discriminazione” afferma Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Consiglio Regionale del Piemonte.
“Il post dell’assessore Ignazio Restuccia sui ‘ciccioni’ che affollavano il parco di Collegno non è solo una battuta infelice, ma la spia di una doppia morale che a sinistra conosciamo bene: si fanno lezioni agli altri, ma quando a sbagliare è uno dei propri basta cancellare un post e chiedere scusa a mezza voce. L’obesità è una malattia cronica e ci si aspetta che a chi ne soffre vengano riservati cure, prevenzione e rispetto, non certo derisione da parte di chi ricopre un incarico pubblico. Bene hanno fatto l’associazione Rinati sotto la Mole APS e il suo presidente Roberto Anardu a denunciare l’accaduto, anche se l’artefice del post è un esponente dello stesso partito. Le scuse sono un atto dovuto, ma non bastano.
Ci aspettiamo che l’amministrazione dia seguito alla richiesta dell’associazione attivandosi con iniziative concrete di sensibilizzazione contro il body shaming e che il sindaco di Collegno chiarisca pubblicamente se intende assumere qualche provvedimento nei confronti del suo assessore”.

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