CRISI LEAR A GRUGLIASCO: 374 LAVORATORI A RISCHIO, SALTA L’ACCORDO PER IL RILANCIO

Condividi

GRUGLIASCO – Sono 374 i lavoratori della Lear di Grugliasco che oggi vedono il proprio futuro farsi improvvisamente più buio. Il progetto di reindustrializzazione della fabbrica, storica produttrice di sedili per Stellantis, è ufficialmente naufragato: l’azienda si è infatti tirata indietro, annullando il piano che avrebbe dovuto garantire la ripartenza del sito produttivo.
La notizia, comunicata congiuntamente da Lear, Fipa e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), ha scatenato l’immediata reazione di Fim, Fiom e Uilm.
Il disappunto dei sindacati
Le sigle sindacali hanno espresso un “profondo disappunto” per una gestione della vertenza definita dai “tratti confusi”. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, sia l’azienda che il Ministero dovranno fornire chiarimenti urgenti su come sia stato possibile arrivare al fallimento di un progetto di reindustrializzazione che sembrava ormai avviato.
Attualmente, i dipendenti sono interessati dalla cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa per tutto l’anno, ma l’assenza di una prospettiva industriale concreta rende la situazione esplosiva.
L’ipotesi Zetronic: una pista tutta da verificare
Durante il confronto è emerso l’interessamento di un nuovo possibile investitore, il gruppo italiano Zetronic. Tuttavia, i sindacati restano cauti e molto preoccupati: “È un’ipotesi ancora tutta da verificare nella sua fondatezza e nella sua credibilità”, dichiarano, temendo che non ci siano ancora le basi solide per una vera svolta occupazionale.
Incontro decisivo al Ministero il 9 marzo
Per fare luce sulla vicenda e cercare nuove strade, i sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro formale al Ministero per il prossimo 9 marzo. In quella sede si cercherà di capire quali siano le reali intenzioni dei nuovi investitori e quali garanzie possano essere messe sul tavolo per salvare i 374 posti di lavoro a rischio.

Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here