
GRUGLIASCO – La giovane Sofia Maria Vella, 19 anni, è Alfiere del Lavoro.
Una ragazza di 19 anni, un diploma conquistato con il massimo dei voti e il Palazzo del Quirinale come cornice. Sofia Maria Vella, torinese e studentessa del liceo scientifico di scienze applicate “Curie Vittorini” di Grugliasco, è stata insignita dell’onorificenza di Alfiere del Lavoro, uno dei riconoscimenti più prestigiosi destinati agli studenti italiani.
La cerimonia si è svolta a Roma il 21 ottobre, al Palazzo del Quirinale, in occasione della consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” nominati il 2 giugno 2026. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato gli attestati d’onore e le medaglie d’argento a venticinque giovani da tutta Italia, distintisi per risultati scolastici eccezionali. Tra loro, per il Piemonte, anche l’astigiano Mattia Rebuffo. Alla presenza, tra gli altri, dei presidenti di Senato, Camera e Corte costituzionale, hanno preso la parola anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Ugo Salerno.
Un percorso di eccellenza, firmato Grugliasco. Sofia ha chiuso il liceo con il diploma di scientifico e la lode, con una media del 9,93 nel quadriennio. A candidarla è stata la sua scuola: ogni istituto può indicare un solo studente, scelto dai docenti, e poi il dirigente scolastico cura la documentazione necessaria. Un riconoscimento che è dunque anche un attestato di fiducia da parte dell’intera comunità del “Curie Vittorini”.
Figlia di una coppia di ingegneri, Sofia vive la scienza come una passione nata da bambina, una curiosità che non l’ha mai abbandonata. Non rinnega però l’anima umanistica del suo percorso: rifarebbe la stessa scelta, perché il liceo scientifico le ha dato basi solide in molti campi, e oggi, dice, contano versatilità e competenze trasversali. Il suo segreto è semplice: studiare per passione più che per il voto, convinta che con impegno e curiosità i risultati arrivino da sé.
Un titolo di famiglia. Per Sofia l’onorificenza è il coronamento di anni di sacrifici e dedizione, ma anche una promessa mantenuta: in casa c’era già un esempio da seguire, quello del fratello Emanuele, che era stato candidato in precedenza allo stesso riconoscimento. Insieme hanno condiviso anche un’esperienza importante a Genova, dove, durante il forum annuale sulla pace, hanno curato un workshop sull’intelligenza artificiale.
Fuori dalle aule, Sofia balla hip hop, dipinge e fa parte dell’Aigu, l’Associazione italiana giovani per l’Unesco, di cui è la più giovane socia in Italia, impegnata a promuovere la cultura tra i suoi coetanei.
Un messaggio alle ragazze. Sofia spera che il suo traguardo sia di stimolo per altri giovani, in particolare per le ragazze che vogliono intraprendere la strada delle materie Stem, un ambito ancora a prevalenza maschile. Parla anche dei suoi coetanei: crede che i giovani abbiano molto da dire sui temi di oggi, a cominciare dalla sicurezza a scuola, e si dice dispiaciuta per le immagini di violenza circolate nelle ultime settimane, come l’assalto alla Feltrinelli di Porta Nuova a Torino, un luogo che frequenta spesso.
Lo sguardo al futuro. Oggi Sofia è iscritta al semestre aperto di Medicina e punta in alto: diventare primario di chirurgia. Attende anche gli esiti del test Imat per Medicina in inglese, in arrivo a fine mese, e non esclude esperienze di lavoro o di studio all’estero, per crescere e, come dice lei, dare lustro al proprio Paese.
Da Grugliasco al Quirinale, la storia di Sofia racconta che impegno, curiosità e scuola pubblica possono ancora portare lontano. E che il futuro, a volte, ha la voce pacata e determinata di una ragazza di 19 anni.

















