SICCITÀ E GESTIONE DELL’ACQUA: LE STRATEGIE DI SMAT AL FORUM DI ROMA

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TORINO/ROMA – Negli ultimi anni, ci siamo ormai abituati a parlare di emergenza idrica; non si tratta più di un problema lontano, ma di una realtà con cui i territori hanno a che fare sempre più di frequente.
Basti pensare al caso della Regione Piemonte: se la crisi idrica del 2022 aveva riscritto tutti i “record negativi” nella serie storica, con un deficit pluviometrico complessivo del 43% rispetto alla norma, la siccità dell’anno in corso è stata paragonabile – per intensità – a quella di 4 anni fa, tanto da costringere la Regione a dichiarare lo stato di emergenza idrica.

Le emergenze climatiche sempre più frequenti dimostrano, una volta di più, che le politiche di contrasto e adattamento al cambiamento climatico non possono più considerarsi una voce a bilancio come un’altra, o un “investimento” per il futuro, ma sono una necessità per il presente.

Per questo Hydroaid – Scuola Internazionale dell’Acqua per lo Sviluppo – ha voluto organizzare un workshop, ospitato all’interno del Forum Euromediterraneo dell’Acqua di Roma 2026, un evento che, nell’arco di quattro giorni, ospiterà più di 5.000 partecipanti e più di 40 delegazioni estere.

Ideato per offrire a istituzioni, esperti, territori e organizzazioni della società civile uno spazio di confronto sulle sfide della gestione delle risorse idriche, il workshop è partito da tre domande: cosa dobbiamo fare, come possiamo farlo, chi deve essere protagonista nella trasformazione?

Per rispondere a queste domande il workshop si è articolato in tre sessioni: la prima, moderata da Paolo Mancin, vice direttore della Direzione Ambiente, Energia e Territorio di Regione Piemonte, è stata dedicata alle strategie di pianificazione dei servizi idrici.
Grazie alla partecipazione dell’Executive Director di Aqua Publica Europea Milo Fiasconaro e del Presidente di SMAT Paolo Romano, si è discusso delle sfide che il cambiamento climatico pone alla pianificazione e alla gestione dei servizi idrici nell’area euro-mediterranea, analizzando le strategie e gli strumenti più appropriati.

La seconda sessione, moderata da Roberto Ronco (Direttore di ATO3), è stata dedicata a “come” supportare, dal punto di vista finanziario, gli interventi necessari per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, un tema chiave considerando l’ingente quantità di risorse economiche necessarie, sia a livello emergenziale, sia, soprattutto, infrastrutturale. Hanno contribuito al dibattito Thomas Van Gilst (Banca Europea per gli Investimenti) e Sara Leporati (Fondazione Compagnia di San Paolo) affrontando rispettivamente il tema del ruolo della finanza pubblica e quello degli enti filantropici.

La terza e ultima sessione, dedicata a Partnership internazionali e scambio di buone pratiche e moderata da Roberto Montà – Consigliere di Amministrazione di Hydroaid – ha visto la partecipazione del Capo dell’Unità per la finanza per lo sviluppo, l’ambiente e il digitale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Stefano Lo Savio, in dialogo con Andrea Ferrazzi, in rappresentanza dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS).

La sessione conclusiva ha voluto valorizzare la dimensione della cooperazione internazionale e dello scambio di buone pratiche tra le sponde nord e sud del Mediterraneo, in linea con la missione di Hydroaid e secondo un approccio “globale e locale”. Si sono tenute in considerazione sia la prospettiva della diplomazia e della cooperazione allo sviluppo italiana, sia una voce in rappresentanza della società civile, che ha inquadrato il tema nella cornice dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con particolare attenzione all’acqua come diritto e come fattore di pace e sicurezza.

L’appuntamento – che negli auspici della Presidente di Hydroaid Mercedes Bresso rappresenta solo “una prima tappa di un percorso di maggiore consapevolezza sui temi della gestione delle risorse idriche in relazione al cambiamento climatico” – è stata un’occasione di confronto tra istituzioni, esperti e territori, “per superare la logica emergenziale nella gestione della risorsa idrica e costruire risposte condivise, strutturali e sostenibili nel tempo”, nel solco di quanto annunciato nella giornata di ieri, martedì 29 settembre, con la Dichiarazione di Roma approvata dall’Unione per il Mediterraneo sull’Acqua, che colloca tra le priorità operative del futuro proprio la resilienza climatica.

La partecipazione al Forum Euromediterraneo è un evento di Hydroaid, in co-progettazione con SMAT – Società Metropolitane Acque Torino, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo.

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